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Per una consulenza seria e competente

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Non sono solito fare pubblicità a me stesso. Credo che la pubblicità più efficace sia quella che già mi stanno facendo i genitori i cui figli seguo ormai da tempo, i professionisti del Prisma, gli operatori sanitari con cui molto spesso condivido clienti/pazienti, e non pochi insegnanti che incontro per la stesura dei PDP o per confrontarmi sui loro alunni con cui lavoro in studio.
Oggi, tuttavia, scrivo un articolo su me stesso. Anzi, per meglio dire, sul mio lavoro. Più che di pubblicità, quindi, si tratta di una riflessione sui motivi che spingono tante famiglie a rivolgersi a me – e diversi professionisti e insegnanti a fornire il mio contatto – per seguire i propri figli con DSA o per avere una consulenza.
Ed ecco che già solo in questa frase sono racchiuse le due aree principali della mia attività professionale. Da una parte, infatti, come tutor DSA, seguo in studio bambini, ragazzi e giovani che hanno una diagnosi di uno o più disturbi specifici dell’apprendimento: insieme troviamo il metodo di studio più congeniale per affrontare le richieste della scuola, svolgiamo i compiti più complessi, studiamo o ripassiamo le lezioni più ostiche costruendo mappe concettuali e schemi, impariamo ad usare il computer e i software compensativi più utili in base alle specifiche difficoltà, rinforziamo alcuni apprendimenti lacunosi. Dall’altra parte, come consulente, offro ai genitori tutta una serie di servizi che difficilmente potrebbero trovare altrove: vado nelle scuole per un confronto approfondito sulla situazione dei singoli ragazzi, per ascoltare il punto di vista dei docenti e offrire il mio, per concordare le linee didattiche da seguire, per predisporre – insieme al coordinatore di classe e/o al referente DSA oppure all’intero consiglio di classe, a seconda delle istituzioni – il piano didattico personalizzato e poi verificarlo in corso d’anno; faccio équipe con gli operatori sanitari e insegnanti di sostegno; fornisco indicazioni e suggerimenti per l’acquisto del computer, l’installazione dei programmi, il reperimento dei libri digitali; li accompagno nel non facile percorso per chiedere e ottenere l’indennità di frequenza, dalla domanda fino all’eventuale ricorso in tribunale, continuando poi a seguirli, se del caso, come consulente di parte (CTP nel linguaggio giuridico) o comunque al fianco dell’avvocato.
Tutto questo è perché i miei clienti – attuali e potenziali – possono aver bisogno di me. Ma per quale motivo dovrebbero rivolgersi proprio a me? Intanto perché non ci sono molti consulenti liberi professionisti che offrono tutto quello che offro io; anzi, a me risulta che, ad oggi, io sia l’unico in Valle a svolgere specificamente questa attività (ma se ho dei colleghi, si facciano avanti!). Tuttavia, auspico che questo non sia il motivo principale… In secondo luogo perché la mia formazione accademica – una laurea in giurisprudenza, una laurea e un dottorato di ricerca in psicologia dello sviluppo e dell’educazione – mi fornisce solide basi teoriche e pratiche per destreggiarmi nell’ambito dei disturbi dell’apprendimento (dalle cause neuropsicologiche alle conseguenze nella vita di tutti i giorni) così come in quello di leggi e regolamenti, procedimenti amministrativi e civili. Poi perché ormai quasi sei anni di attività “sul campo” con bambini e ragazzi con DSA, a stretto contatto con neuropsichiatri infantili, logopedisti, insegnanti e dirigenti scolastici, commissioni mediche e avvocati – questi ultimi ancora da più tempo, avendo io un trascorso come patrocinatore legale – costituiscono un’esperienza e hanno costruito una competenza (anzi, svariate competenze) di tutto rispetto. Ancora, perché maneggio computer da quando avevo dodici anni e per me non hanno segreti: conosco come le mie tasche Windows e Linux, me la cavo anche con MacOS e adesso sto poco alla volta rendendo “mansueti” pure i famigerati Chromebook; in più, mi sono specializzato nello studio e nell’uso quotidiano dei software compensativi, sui quali tengo anche corsi. Infine, perché collaboro con la sezione di Aosta dell’Associazione Italiana Dislessia, un contesto di alto profilo dove poter ancora crescere grazie al continuo confronto sui temi più “caldi” dell’universo DSA.
Credo quindi, senza falsa modestia, di essere davvero in grado di collocarmi al fianco di ogni ragazzo con DSA e della sua famiglia per sostenerli, accompagnarli, guidarli con serietà e competenza quando – cosa che accade praticamente sempre dopo una diagnosi – rimangono da soli di fronte alle numerose difficoltà, specialmente pratiche, che si trovano ad affrontare.

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