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Informatica e tecnologia

Aneddoti del passato. Quando ero piccolo, un amico di famiglia mi regalò per Natale un quadro elettrico: due interruttori, una spia, una presa. Fu per me uno dei regali più belli mai ricevuti…
La passione per la tecnologia mi ha accompagnato per tutta la vita: computer, elettrodomestici, più avanti cellulari, impianti HiFi. C’è stato un tempo in cui, studente universitario, per guadagnare due soldi assemblavo pc da zero, installavo sistemi operativi, “facevo assistenza” tra amici e conoscenti. I miei computer me li sono sempre costruiti da me, almeno fino a che ne ho avuto il tempo.
Ho sempre letto molto sull’argomento: libri, dispense che mi passavano gli amici “smanettoni”, riviste; per anni sono stato abbonato a Computer Magazine, attualmente lo sono a Linux Magazine.

Probabilmente come ogni patito di informatica, già molti anni fa mi sono interessato a Linux e al mondo dell’Open Source. L’ultimo desktop da me assemblato girava con Windows XP regolarmente acquistato (non ho mai amato la pirateria informatica), ma tutto il software era open: Firefox, OpenOffice, Thunderbird, Gimp, VLC, Audacity e molto altro.
Avevo un secondo hard disk con su una distribuzione Linux, in dual boot. Installavo, provavo, sperimentavo. Fino al momento della grande svolta: Windows rimosso, Linux unico sistema operativo. Negli anni ho provato di tutto: Mandrake poi Mandriva, Fedora, SuSE, Sabayon; in particolare, però, ho utilizzato per diversi anni Ubuntu e Kubuntu, poi Mint; la mia prima distro Linux, per chi la ricorda, è stata Caldera.
Ora, con grande soddisfazione e penso definitivamente, sui computer che uso regolarmente gira Linux Mint: attualmente la versione 18.3 (“Sylvia”), con desktop KDE (il più bel desktop environment che io abbia mai utilizzato). Sulla macchina che uso come server di casa e su uno dei desktop dello studio è invece installata una solida Debian GNU/Linux: rilascio Stable (attualmente 9 “Stretch”), con il desktop MATE. Sul piccolo netbook che, in cucina, mi serve quasi esclusivamente per ascoltare musica e magari leggere la posta ho installato Semplice Linux, una leggera e performante distribuzione – completamente realizzata in Italia – basata su Debian Stable (la versione attuale si chiama 2015.2 “Jethro Tull”): utilizza il desktop Vera, realizzato a partire da OpenBox, elegante e reattivo, e si rivela perfetta per computer datati o con scarse risorse hardware. Infine, sul vecchio portatile che mi serve per sperimentare la distribuzione Linux per DSA sulla quale sto lavorando gira Xubuntu, cioè la versione di Ubuntu con desktop Xfce, attualmente nel rilascio 16.04 LTS.
Ma non ho abbandonato definitivamente Microsoft… Sul grosso laptop da 17″ che per molto tempo ho usato in studio come mio computer principale prima di sostituirlo con un desktop, e sul desktop che in studio è dedicato al lavoro con i miei clienti, è installato Windows 10 Professional: molti programmi compensativi girano solo sotto il sistema operativo di Redmond e, comunque, voglio che i bambini e i ragazzi che lo usano ritrovino una configurazione familiare, identica a quella che hanno sui loro computer personali.
Con il computer faccio veramente di tutto, compresi elaborazione di foto e post-produzione video; “mastico” anche un po’ di Html, così ad esempio scrivo le pagine di questo sito in codice (servendomi dell’editor Bluefish), anziché con la più normale interfaccia grafica.

Parlando di cellulari, dopo anni votati a Nokia (anni in cui non ho mai avuto un solo problema) e pochi altri esperimenti non felici (Motorola e HTC), sono passato a Samsung e al sistema operativo mobile Android, perché mi piace moltissimo e perché è “Linux inside”: l’ho utilizzato per molto tempo con soddisfazione. Da qualche tempo però, visti il suo grande successo, le caratteristiche di tutto rispetto e – non ultimo – il prezzo competitivo, ho voluto provare Huawei, e attualmente possiedo un P8 Lite Smart.

Possiedo anche un piccolo tablet: si tratta di un Samsung Galaxy Tab3, che utilizzo talvolta per lavoro (è comodo per prendere appunti durante riunioni o comunque situazioni fuori studio, senza dovermi portare appresso carta per scrivere) ma più spesso per svago e come sostituto di un computer per compiti semplici in mobilità.

Ci tengo a raccontare che qualche anno fa, dopo aver letto molto materiale sul web e aver acquistato l’opportuno hardware su eBay, avevo messo in piedi un «carputer», cioè un computer installato sull’automobile. Avevo allora la Golf IV e un elettrauto bravissimo il quale, dopo un primo momento di totale smarrimento, si era messo di buona lena e aveva fatto un lavoro eccellente. Unità sotto il cruscotto, cavi ben nascosti, monitor 7” touchscreen sulla plancia: lo usavo per ascoltare musica, navigare, prendere appunti, leggere email. Più che tutto, era un successo tecnologico in grado di stupire chiunque salisse sulla mia auto!

I miei computer

HAL 1973: server della rete di casa

  • Sistema: Dell Vostro 220, case middle tower, alimentatore 450W
  • Processore: Intel Core2 Duo E7400, 2.80 GHz
  • RAM: 4 GB SDRAM DDR2, PC-6400, 667 MHz
  • Hard disk primario (disco di sistema): Western Digital WDC WD6400AAKS, SATA-2, 640 GB
  • Hard disk secondario (disco di backup): Western Digital WDC WD20EZRX, SATA-2, 2 TB
  • Hard disk esterno n. 1 (disco dati, condiviso in rete): Western Digital WDC WD30EZRX, USB-3, 3 TB
  • Hard disk esterno n. 2 (disco di backup ridondante): Maxtor M3 Portable, USB-3, 2 TB
  • Scheda video: Intel integrata, 128 MB VRAM condivisa
  • Monitor: LG Flatron M1717TM, LCD 17” SVGA, 1280×1024, interfaccia VGA
  • Dispositivi di input: tastiera Techsolo; mouse ottico Acer
  • Dispositivi video: nessuno
  • Sistema operativo: Debian GNU/Linux Stable 9.5 “Stretch” Server, 64 bit; kernel 4.9.0-8-amd64; desktop MATE 1.16.2

ENTERPRISE: desktop di casa

  • Sistema assemblato da me
  • Case: Cooler Master CM Force 251
  • Alimentatore: Cooler Master B500, 500W
  • Mainboard: Asus H110M-A M.2
  • Processore: Intel Core i5-6500, 3.2 GHz, 6 MB cache, LGA1151
  • RAM: 32 GB SDRAM Crucial DDR4, PC-2133,
  • Hard disk primario (disco di sistema): Samsung SSD 750 EVO, SATA-3, 250 GB
  • Hard disk secondario (macchine virtuali e progetti video): Toshiba MK3259GSXP, SATA-2, 320 GB
  • Scheda video: Intel HD Graphics 350, integrata, 2 GB VRAM condivisa
  • Monitor: AOC Q3279VWF, LED 32” QHD, 2560×1440, interfaccia HDMI
  • Dispositivi di input: tastiera e mouse ottico cordless Logitech
  • Dispositivi video: webcam Logitech C210
  • Sistema operativo: Linux Mint 18.3 “Sylvia”, 64 bit; kernel 4.15.0-36-generic; desktop KDE Plasma 5.8.8

JONATHAN: notebook

  • Sistema: Asus X54H
  • Processore: Intel Core i3-2330M, 2.20 GHz
  • RAM: 4 GB SDRAM DDR3, PC-6400, 1333 MHz
  • Hard disk: Samsung SSD 840 Series, SATA-2, 250 GB
  • Scheda video: ATi Radeon HD 7470M, PCI Express, 1 GB VRAM
  • Schermo: LED 15.6” HD, 1366×768
  • Dispositivi video: webcam e microfono integrati
  • Sistema operativo: Linux Mint 18.3 “Sylvia”, 64 bit; kernel 4.15.0-38-generic; desktop KDE Plasma 5.8.8

SKYWALKER: notebook

  • Sistema: HP Pavilion dv9000
  • Processore: AMD Turion 64 X2 Mobile Technology, 1.80 GHz
  • RAM: 4 GB SDRAM DDR2, PC-3200, 667 MHz
  • Hard disk primario: Seagate ST9120821AS, SATA, 120 GB
  • Hard disk secondario: Seagate ST9120821AS, SATA, 120 GB
  • Scheda video: Nvidia GeForce 7600, PCI Express, 256 MB VRAM
  • Schermo: LCD 17” WSVGA, 1440×900
  • Dispositivi video: webcam e microfono integrati
  • Sistema operativo: Windows 10 Professional, 64 bit

CUCCIOLO: netbook

  • Sistema: Asus Eee PC 900
  • Processore: Intel Celeron M 353, 900 MHz
  • RAM: 1 GB SDRAM DDR2, PC-3200, 400 MHz
  • Hard disk: SSD, PCI Express, 16 GB
  • Scheda video: Intel GMA 900, PCI Express
  • Schermo: LCD 8.9” WSVGA, 1024×600
  • Dispositivi video: webcam e microfono integrati
  • Sistema operativo: Semplice Linux 2015.2 “Jethro Tull”, 32 bit; kernel 4.1-34.semplice.0-desktop-686; desktop Vera (OpenBox)

HILLINUX: notebook per prove Linux per DSA
(nome provvisorio)

  • Sistema: Asus F3M
  • Processore: AMD Sempron 3400+, 1.8 GHz
  • RAM: 1 GB SDRAM DDR2, PC-3200, 667 MHz
  • Hard disk: Seagate ST98823AS, SATA, 80 GB
  • Scheda video: nVIDIA GeForceGo 6100, PCI, VRAM condivisa fino a 256 MB
  • Schermo: LCD 15.4” WXGA, 1280×800
  • Dispositivi video: webcam e microfono integrati
  • Sistema operativo: Xubuntu 16.04.4 LTS, 32 bit; kernel 4.15.0-36-generic; desktop Xfce 4.12.1

SIRIO: desktop dello studio

  • Sistema assemblato da Etienne Jans
  • Alimentatore: Kraun PP355ENA, 500W
  • Mainboard: Asus H81M-K
  • Processore: Intel Pentium G3220, 3.0 GHz, 6MB cache, LGA1150
  • RAM: 8 GB SDRAM Kingston DDR3, PC-1333,
  • Hard disk: Western Digital Caviar Blue, SATA-2, 320 GB
  • Scheda video: Intel HD Graphics 350, integrata, 2 GB VRAM condivisa
  • Monitor: monitor-TV LG Flatron M2762D, LED 27” Full HD, 1920×1080, interfaccia DVI-D
  • Dispositivi di input: tastiera Kraun; mouse ottico cordless Logitech
  • Sistema operativo: Linux Mint 18.3 “Sylvia”, 64 bit; kernel 4.13.0-26-generic; desktop KDE Plasma 5.8.8

TAURUS: desktop dello studio

  • Sistema: HP Pro 3500 Series
  • Processore: Intel Core i3-3240, 3.4 GHz, 3MB cache, LGA1150
  • RAM: 4 GB SDRAM DDR3, PC-1333,
  • Hard disk: Seagate ST3250312CS, SATA-2, 250 GB
  • Scheda video: Intel HD Graphics, integrata
  • Monitor: Philips PHL 246V5, LED 24” Full HD, 1920×1080, interfaccia VGA
  • Dispositivi di input: tastiera Bluesky; mouse ottico cordless Poss
  • Sistema operativo: Windows 10 Professional, 64 bit

GREUNDZO: desktop dello studio

  • Sistema: Dell Optiplex 745, case mini tower, trasformatore esterno
  • Processore: Intel Core2 Duo 6400, 2.13 GHz
  • RAM: 1 GB SDRAM DDR2, PC-6400, 800 MHz
  • Hard disk: Seagate ST3160815AS, SATA, 160 GB
  • Scheda video: Intel 82Q963, integrata, 128 MB VRAM
  • Monitor: Dell, LCD 17” SVGA, 1280×1024, interfaccia VGA
  • Dispositivi di input: tastiera e mouse ottico Dell
  • Dispositivi video: nessuno
  • Sistema operativo: Debian GNU/Linux Stable 9.5 “Stretch”, 64 bit; kernel 4.9.0-8-amd64; desktop MATE 1.16.2

Due parole sui nomi

Assegnare un nome a un computer per me è sempre stato un fatto importante e non banale. Fin da quando smanettavo i pc dello studio di mio padre e ne gestivo la rete, accettare sic et simpliciter il nome proposto dal sistema in fase di installazione non è mai stato nelle mie corde. Certo, il computer non è un essere vivente. Ma è comunque – soprattutto oggi – uno strumento con il quale abbiamo a che fare per parecchie ore al giorno, al pari di un collega di lavoro. Chi al computer non ha mai parlato? Chi non si è mai incavolato con una macchina bloccata o che ha appena “perso” un documento di lavoro sul quale avevamo speso parecchie ore? Allora, perché non dare al computer un nome che restituisca quella sorta di “confidenza” che – ammettiamolo – chi più, chi meno, tutti abbiamo con “lui”?
Per i miei computer negli anni ho sempre scelto nomi legati ad attività, personaggi o aspetti in qualche modo significativi per me. Di seguito solo due parole per spiegare i nomi delle macchine attualmente in mio possesso, le cui caratteristiche tecniche ho esposto prima.

  • HAL 1973: HAL 9000 è il supercomputer di bordo della nave spaziale Discovery nel film 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick e dell’omonimo libro di Arthur C. Clarke; il suo nome è l’acronimo per Heuristic ALgorithmic (algoritmo euristico). Così, al computer che “governa” la mia rete di casa con funzioni di server e che svolge diversi servizi (tra cui condivisione file, media center, backup dei dati di tutti gli altri computer) ho voluto assegnare questo nome, ovviamente cambiando il numero 9000 con 1973, il mio anno di nascita.
  • Enterprise: USS Enterprise era il nome della nave spaziale della famosa saga cinematografica Star Trek, che da bambino ho seguito con passione episodio dopo episodio. Chi non ricorda le classiche scene in cui il capitano James Kirk, in esplorazione su un pianeta sconosciuto, chiamava l’equipaggio rimasto a bordo dicendo nella ricetrasmittente «Kirk a Enterprise, rispondete!»? Nell’immaginazione di bambino, sognavo di essere il capitano Kirk e di comandare la nave, concentrato di tecnologia che mi entusiasmava come una droga. Il mio computer principale, quello che a casa uso per tutto, quello che ho assemblato con le mie mani nel dicembre del 2016, è una vera bomba. La mia “nave spaziale”.
  • Jonathan: un portatile, in un certo senso, offre un’idea di libertà, perché consente di lavorare in mobilità, ovunque ci si trovi, di navigare e leggere le proprie mail, di ascoltare musica o guardare film in vacanza. Il gabbiano Jonathan Livingston di Richard Bach (1970) è un libro che consiglio a tutti: il protagonista è alla ricerca della libertà e della propria autonomia dalle rigide leggi dello stormo, che gli stanno strette, in una parabola evolutiva che diventa anche educativa per i ragazzi.
  • Skywalker: Anakin Skywalker è il leggendario cavaliere Jedi protagonista della trilogia originale di Guerre Stellari, uno dei miei film di fantascienza preferiti. La potenza di un pc a sostegno del mio lavoro in studio con i bambini e i ragazzi con DSA!
  • Cucciolo: al più piccolo dei miei computer non potevo non dare il nome del più piccolo e tenero dei Sette Nani!
  • Sirio: è la stella più luminosa, quella che solitamente si vede per prima nel cielo al crepuscolo, quando tutte le altre sono ancora invisibili; un punto di riferimento, quindi, come il mio computer principale in studio, quello che uso soltanto io e che racchiude il mio mondo lavorativo.
  • Taurus: la costellazione del Toro, il mio segno zodiacale; rappresenta quindi la mia presenza nello studio e, spero, la forza del toro che vorrei trasmettere ai bambini e ai ragazzi che lo frequentano, affinché riescano ad affrontare con caparbietà tutte le proprie difficoltà.
  • Greundzo: «Greundzo è un termine del francoprovenzale che significa di cattivo umore, ingrugnito, corrucciato. Il Greundzo è un mammifero selvatico presente unicamente in Valle d’Aosta. Solo di recente è stata resa nota “ufficialmente” la sua esistenza: finora infatti si considerava il Greundzo un animale leggendario dei nostri boschi, dove vive, lontano dall’uomo ed evitando il contatto con gli altri animali. La sua caratteristica principale è la greundzità, termine scientifico che indica la sua indole costantemente ingrugnita, musona, brontolona. Non è pericoloso, ma è contagioso: basta percorrere un sentiero battuto dal Greundzo per diventare come lui, burbero e poco propenso alla socialità» (tratto da Greundzo. La guida ufficiale). Il secondo desktop che utilizzo in studio per lavorare con i bambini DSA è particolarmente brutto a vedersi, ma svolge egregiamente il suo dovere; accanto a Baymax, tenero e rassicurante, ho quindi voluto mettere il Greundzo, brutto e musone ma simpatico e caratteristico della nostra Valle.

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