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Le ultime uscite in bici: iniziamo a fare un po’ più sul serio!

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Un giro breve, due medio-lunghi e qualche pedalata in città: in sella alla mia e-bike più di 200 km in un mese.

Ultimamente ho avuto davvero poco tempo per scrivere, con la conseguenza che non ho più aggiornato i miei lettori sui viaggi in bici qua e là per la Valle (e anche fuori). Dopo quello sulle colline di inizio maggio ne ho effettuati altri tre, ovviamente sempre in compagnia del mio fido compagno di avventure Simone (il quale è francamente molto più allenato di me, e infatti mangia chilometri su una bici da corsa…). Ve li racconto.

22 maggio: lungo la Plaine

Giro breve ma caratteristico, con un tratto di strada che in bici non avevo mai percorso. Dal nostro abituale punto di partenza dell’Area Verde a Gressan ci siamo recati ai laghetti di Brissogne percorrendo tutta la ciclabile lungo la Dora, che termina al campo sportivo di Saint-Marcel; da qui, dopo aver pedalato lungo un tratto della regionale 35, ci siamo immessi nella nuova ciclabile che costeggia la Dora e termina al cimitero di Fénis.

“Giro di boa”, come si suol dire, e ritorno. Arrivati a Saint-Marcel però, invece di scendere nuovamente sulla ciclabile Vélodoire, abbiamo optato per proseguire lungo la regionale. Siamo quindi saliti a Brissogne e poi a Pollein, per poi continuare in pianura lungo la Plaine a Plan-Félinaz e a Pont-Suaz; infine, a Gressan (all’altezza dell’autolavaggio) siamo ridiscesi sulla ciclabile fino a raggiungere l’Area Verde, punto di arrivo.

Meno di quaranta chilometri, tuttavia si tratta di un percorso abbastanza impegnativo per la continua differenza di pendenza, la quale costringe a un costante saliscendi che, alla lunga, si fa sentire.

Statistiche del percorso

Distanza percorsa37,71 kmAltitudine minima551 m
Tempo di corsa02:03:24Altitudine massima649 m
Velocità media18,3 km/hRitmo netto00:03:16 tempo/km
Velocità massima44,6 km/hTempo totale02:34:13

6 giugno: Settimo Torinese

Questa volta abbiamo fatto sul serio! Era dall’anno scorso, dopo il giro a Ivrea, che pianificavamo di spingerci oltre, appunto fino a Settimo Torinese. E lo abbiamo fatto davvero. In verità, solo uno di noi due lo ha fatto davvero: Simone — il quale, come dicevo, è molto più allenato di me, oltre ad essere… molto più giovane! — ha pedalato per tutto il percorso, da Aosta a Settimo, 130 km in tutto. Un’impresa davvero importante. Io — che ho meno allenamento, meno fiato, meno gambe e forse anche meno voglia — sono partito da Quincinetto, facendo quindi meno della metà in bici: 62 km. Non poco, per me. E non senza difficoltà. Certo, meno degli 85 di Ivrea nel 2020; ma tenete conto che Ivrea era a fine estate, con quasi novecento chilometri nelle gambe.

Ma veniamo al percorso. Da Quincinetto (distributore di carburante accanto al casello dell’autostrada) abbiamo viaggiato lungo la strada provinciale 69 attraversando Tavagnasco, Quassolo, Baio Dora; nei pressi di Lessolo siamo passati sulla SP68 e abbiamo proseguito fino a Banchette di Ivrea; qui abbiamo preso a ovest sulla provinciale 222 e abbiamo attraversato Samone, Loranzé, Parella, Quagliuzzo e Strambinello: tra Loranzé e Parella abbiamo affrontato una lunga e dura salita, certamente il tratto più impegnativo di tutto il percorso. A Strambinello la provinciale confluisce nella strada statale 565 di Castellamonte, ancora praticamente tutta in salita e percorsa da auto e moto che viaggiano a fortissima (e pericolosissima) velocità. A Pramonico abbiamo fatto sosta per pranzare presso l’Osteria dei Passeggeri: un buon panino e un caffè, e un po’ di riposo per le gambe già provate (specie quelle di Simone…). Ripresa la statale, abbiamo lasciato Castellamonte alla nostra destra proseguendo in direzione Torino sulla SS565 fino a Salassa; ci siamo quindi immessi sulla SP460 e abbiamo circumnavigato Rivarolo Canavese; a Lombardore siamo passati sulla SP267 e abbiamo costeggiato il tratto più orientale della riserva naturale La Vauda, poi abbiamo raggiunto Leinì. A Leinì abbiamo imboccato via Settimo, una strada comunale che si snoda in aperta campagna, praticamente priva di traffico; questa si innesta sulla SP3, percorrendo la quale in direzione sud abbiamo raggiunto la nostra meta, il centro commerciale Settimo Cielo.

Una bella sfacchinata davvero! Ho avuto problemi di crampi al quarantesimo chilometro, ho dovuto fermarmi per un po’, poi ho proseguito molto lentamente, ma ce l’ho fatta e sono comunque arrivato alla meta: ne sono contento. L’ultima delle foto che seguono, scattata poi la sera a casa, mostra chiaramente le conseguenze della prima giornata di vero sole sul ciclista con maglietta: la classica abbronzatura da muratore (o ciclista)!

Statistiche del percorso

NB: per i primi 8 km l’app CycleDroid che uso per rilevare i dati di percorso non ha agganciato il segnale GPS, per cui alcuni dei dati nella tabella sono calcolati su 54 km anziché sul totale.

Distanza percorsa61,70 km (¹)Altitudine minima263 m
Tempo di corsa03:05:55 (²)Altitudine massima446 m
Velocità media18,0 km/h (²)Ritmo netto00:03:20 tempo/km (²)
Velocità massima42,4 km/h (²)Tempo totale04:15:12 (²)

(¹) Rilevata dal computer di bordo della bici.
(²) Per 54 km.

12 giugno: Morgex

E siamo a domenica scorsa. Nulla di particolare e percorso facile e lineare, impegnativo esclusivamente a causa del fatto che, all’andata, è tutto in costante salita.

Abbiamo percorso la ciclabile che da Gressan, costeggiando la Dora a nord, porta al campo sportivo di Sarre; siamo poi saliti in statale e non l’abbiamo più lasciata fino a Morgex, circumnavigando le gallerie laddove possibile (a Mecosse e a Runaz). A Morgex abbiamo consumato qualcosa di fresco alla gelateria Pilier Central, dopodiché siamo tornati indietro.

Statistiche di viaggio

Distanza percorsa51,31 kmAltitudine minima595 m
Tempo di corsa02:49:51Altitudine massima981 m
Velocità media18,1 km/hRitmo netto00:03:19 tempo/km
Velocità massima47,0 km/hTempo totale03:21:40

Poco alla volta, quindi, l’allenamento sta tornando: grazie al bel tempo che, adesso, accompagna i fine settimana, posso finalmente dedicarmi a qualche giro come si deve. Quelli appena descritti, uniti a qualche pedalata quasi quotidiana in città, hanno fatto sì che in un mesetto io abbia percorso più di 200 km. Avanti così!

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