La disgrafia è il disturbo dell’apprendimento che compromette la grafia, cioè la meccanica della scrittura. La conseguenza è che il soggetto disgrafico scrive in maniera disordinata, scoordinata e, nei casi più gravi, addirittura del tutto incomprensibile.
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L’altro disturbo specifico dell’apprendimento che interessa l’area della scrittura è la disgrafia. Questo disturbo compromette la “meccanica” della scrittura, cioè il tratto grafico, la maniera “fisica” in cui parole e numeri vengono scritti sul foglio.

Si tratta del DSA meno diffuso, ma non per questo meno importante: anzi, possiamo tranquillamente affermare che la sua presenza sia decisamente impattante non soltanto sul percorso scolastico — la gran parte dei compiti scolastici prevede la scrittura — del soggetto, ma anche in generale sulla sua qualità di vita.

Un soggetto disgrafico produce una scrittura disordinata, pasticciata: le lettere non sono della stessa altezza, stampato e corsivo vengono usati indifferentemente all’interno di una medesima parola, le lettere sono spesso irriconoscibili, la frase inizia in alto a sinistra del foglio e prosegue obliquamente verso il centro; nei casi più gravi, colui che ha scritto non riesce a riconoscere la propria scrittura e a leggere il proprio testo.

A essere interessati dalla compromissione del tratto grafico non sono soltanto lettere e parole, ma anche i numeri.

Per concludere con una diagnosi di disgrafia l’équipe clinica deve escludere altri problemi che abbiano la conseguenza di provocare una scrittura disordinata e inconsistente: una postura scorretta, la prensione inadeguata della penna, difficoltà visive o motorie.

Come tutti i DSA, la disgrafia non può mai essere completamente risolta, per cui permane anche in età adulta, causando difficoltà all’università, come nel contesto lavorativo, come anche nella vita di tutti i giorni: scrivere testi irriconoscibili non è certo cosa da poco.

Ricordiamo dunque la differenza tra i due disturbi che compromettono l’area della scrittura: la disortografia fa sì che vengano commessi errori grammaticali (ma quanto viene scritto è perfettamente leggibile); la disgrafia fa sì che parole e numeri siano scritti male e possano non essere più leggibili (pur in assenza di errori ortografici).



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