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È inutile

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È INUTILE
cercare di parlarti
perché tu non puoi capire.

È inutile
raccontarti delle montagne
dell’acqua che canta
correndo verso il fiume,
dei fiori che nascondono
il profumo dell’erba,
della gioia che incontro
quando cammino
sui sentieri lontani.

È inutile
dirti che mi cerco bambino
mi rifugio nei ricordi
riesco a piangere
la mia tristezza
guardando il sole
che mi ha visto nascere
e adesso non riesce più a scaldarmi.

È inutile
cercare di spiegarti
che davanti ad una tomba
c’è un giardino dimenticato:
le mie speranze
le mie illusioni
ma anche tanta tenerezza.
Quando mi fermo a pregare
ascolto le voci di un tempo
ricordo le fotografie
ormai ingiallite,
cerco di ascoltare
la dolcezza delle piante
il sussurro delle ombre
che vorrebbero parlarmi,
un sorriso lontano
che nasconde la malinconia.

È inutile
cantare la solitudine
ricordare i sogni dolcissimi
delle mie notti di bambino
quando aspettavo il Natale
ascoltando
il canto della neve sui tetti.

È inutile
chiederti di ritornare con me
sui passi dimenticati
per nascondere le mie paure
di un futuro che non può esistere
perché ho cancellato
la strada
che mi portava alle stelle.

È inutile
cercare la mia fanciullezza
ricordando il giorno
della prima Comunione:
i parenti più stretti
il vestito prestato
i canti nella chiesa
la mia stupida innocenza…
Com’era dolce
guardare la gente negli occhi
com’era bello
correre con un pallone.
Non è bello oggi
ricordare
è solo tanto triste
perché non sono stato capace
di vivere i ricordi
come credevo.

È inutile
ricordare le preghiere
che non ho vissuto
perché non le ho capite.
Prima di dormire
i miei sogni agitati e sofferenti
cerco il loro aiuto
ma non trovo la dolcezza
che ho sempre cercato.
Il loro suono
è un continuo rimprovero
per come ho condotto la mia vita.

È inutile
rileggere i miei libri
della scuola elementare
per ritrovare un po’ di gioia
perché tu non sai leggere le mie lacrime.

È inutile
raccontarti i miei fallimenti
che mi stanno portando
verso la sconfitta.
Vorrei poter piangere
come una volta
per liberare la mia voce
da tutte le tristezze:
vorrei finalmente
ridere con il cuore
com’ero capace tanti anni fa
e non vedere nello specchio
una maschera grottesca di ricordi.

È inutile
guardarti negli occhi
per scoprire
se anche tu vivi di ricordi,
se anche tu
hai sentito cantare la civetta
se anche tu
hai comperato le caramelle
per non sentire il sapore della tristezza.

È inutile
ricordare la fanciullezza
quando la vita
era piena di stupore
quando il campanello
finiva la scuola
quando l’estate mi carezzava il viso.
Non guardarmi
con i tuoi occhi stanchi
quando piango
per un dolore lontano
quando ricordo
le serate estive sulla strada
a parlare per ore
ridere per una farfalla
perché il mare era lontano
e non potevamo andarci a piedi.
Voglio sentire le tue carezze
la tua voce che mi ha sempre incantato
e non pensare
almeno per un minuto
alla mia giovinezza
con i suoi sogni
lontani.
Cerca di capirmi
non so spiegarti la mia tristezza
perché non riesco
a rifugiarmi nei ricordi.
Sento lontana
la mia solitudine
una lenta canzone senza ritornello.

È inutile
cercare di capire
il suono della melodia
perché il mio cuore
non sente più le lacrime
e tenta invano di tradurne il senso.

È inutile
richiamare la mia fanciullezza
per rifugiarmi
nelle sue emozioni.

È inutile
pensare di cancellare la mia vita
dipingendo la strada
che porta nel nulla,
cercare di spiegarti
la massa confusa di paure
i dubbi di un destino maledetto
che mi accompagna
nella mia ricerca affannosa
di una pace che non avrò mai.

È inutile
credimi,
è veramente inutile
raccontarti le mie sconfitte
che mi stanno portando
alla fine del viale
i traguardi
che non ho saputo conquistare
le gioie
che non ho mai dato
i sorrisi che ho visto morire.
Vorrei saper piangere
come una volta
per liberare la mia voce
da tutte le tristezze
e dal marcio delle paludi
dalla sabbia sepolta
nelle mie ossa.

È inutile, credimi
è veramente inutile.

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