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Il mio “posto magico”: perché non raggiungerlo in bici?

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Tutti noi abbiamo un luogo significativo, dove recarci nei momenti particolari della vita. Per me questo posto è il lago del Pellaud, a Rhêmes-notre-Dame. L’11 settembre ci sono arrivato anche in bici!

SONO rimasto terribilmente in arretrato con i racconti delle mie uscite estive su e giù per le montagne a bordo della e-bike: grossi cambiamenti nella mia vita e altri svariati pensieri occupano mente ed energie, per cui ultimamente sto davvero scrivendo poco sul blog.

Poiché la stagione delle “grandi pedalate” è ormai terminata — e da qualche settimana mi sto limitando alle “piccole pedalate” casa-studio, e neppure sempre viste le temperature in calo e il buio in aumento… —, urge che riprenda il filo del discorso e vi racconti le ultime uscite.

Dopo aver agevolmente affrontato e vinto la sfida di raggiungere Valsavarenche (leggete l’articolo relativo), io e Simone abbiamo deciso di dedicarci la settimana successiva alla valle parallela e arrivare a Rhêmes-notre-Dame, un luogo che mi è sempre piaciuto e dove sono stato davvero innumerevoli volte. Mai in bici, però!

Dunque, la mattina di sabato 11 settembre siamo partiti senza alcun timore: né per il tempo, previsto sereno per tutto il giorno, né per la fatica, visto il grado di allenamento ormai notevole che abbiamo raggiunto nel corso dell’estate. Per creare un diversivo e non annoiarci percorrendo sempre le stesse strade, abbiamo cambiato un po’ il percorso: dall’Area Verde di Gressan siamo saliti sulla comunale che passa dietro alla chiesa parrocchiale di Santo Stefano, ci siamo immessi sulla SR20 a Jovençan, abbiamo attraversato Aymavilles e Chavonne, e siamo giunti a Villeneuve. Qui abbiamo iniziato a salire lungo la regionale 23 fino a Introd, infine al bivio delle due valli abbiamo proseguito sulla regionale 24 della Val di Rhêmes fino al capoluogo.

Poiché era già abbondantemente ora di pranzo, abbiamo deciso di consumare il nostro panino e poi, dopo qualche minuto di relax, siamo ripartiti alla volta del lago del Pellaud, raggiunto con un’altra mezz’ora di pedalata. Tutti noi abbiamo un luogo significativo, dove recarci nei momenti particolari della vita. Per me questo posto è il lago del Pellaud: uno dei primi luoghi belli della nostra Valle che ho visitato dopo essermi trasferito ad Aosta, è rimasto il luogo dove mi “rifugio” quando ho bisogno di restare solo e riflettere, oppure anche soltanto di “staccare” dalla routine quotidiana. Arrivarci in bici, dunque, è stato un grande piacere oltre che una soddisfazione per il percorso effettuato.

Il quale non è stato per nulla semplice. Dopo il bivio a Introd la strada prosegue costantemente in salita, e sembra non finire più. Numerosi tratti raggiungono anche il 10% di pendenza e costringono a un notevole lavoro di gambe e, nel mio caso, di motore.

È stata dunque un’ottima idea quella di modificare nuovamente, prima di questa uscita, i valori della potenza motore sull’e-bike. Ricorderete — ne ho parlato in questo articolo — che qualche tempo prima avevo impostato il computer di bordo in modo tale che mi consentisse di variare la potenza su sette livelli anziché cinque come da impostazioni di fabbrica. Dopo essermi confrontato con Milo del negozio E-Wheels, ho poi deciso di settare nove livelli di assistenza, il massimo consentito: livello 1 al 40%, 2 al 45%, 3 al 50%, 4 al 55%, 5 al 60%, 6 al 70%, 7 all’80%, 8 al 90% e 9 a piena potenza. Questa modifica — davvero azzeccata — mi ha offerto una maggiore scelta di potenze ai bassi livelli, consentendomi di affrontare le salite meno impegnative con un uso molto moderato del motore, e di aumentare potenza poco alla volta a mano a mano che la pendenza aumenta.

Al ritorno, per creare un secondo diversivo — tanto, ormai, chi ci ferma più? — abbiamo cambiato ancora strada. Arrivati a Introd, anziché tenere la regionale verso Villeneuve, al Parc Animalier abbiamo svoltato a sinistra e ripreso a salire (per un breve tratto) in direzione Les Combes; proseguendo però diritto al bivio per Les Combes, la strada torna a scendere e raggiunge Arvier arrivando dalla biblioteca. Da qui siamo tornati ad Aosta percorrendo la statale.

In conclusione: quasi settanta chilometri in un susseguirsi di su e giù, panorami bellissimi, una serie di percorsi divertenti e interessanti, gambe e fisico in generale più che buoni. Che cosa chiedere di più?

Dati di viaggio

Ora partenza9:04:09Velocità media salita10,61 km/h
Tempo corsa4:35:18Velocità media discesa23,86 km/h
Tempo viaggio6:55:36Altitudine massima1806 m
Tempo salita5:15:34Guadagno altitudine1310 m
Tempo discesa1:39:48Perdita altitudine1268 m
Distanza totale67,21 kmPendenza media salita8%
Distanza salita32,98 kmPendenza media discesa6%
Distanza discesa34,22 kmTemperatura media20°C
Velocità media14,65 km/hTemperatura massima27°C
Velocità massima47,12 km/hTemperatura minima10°C

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