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Gautama

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Sembra un'espressione piemontese ma non lo è. E' un nome proprio di cane.

Esatto, di cane. Non c'entra nulla col Buddha, Herman Hesse etc. Gautama era il nome di un cane addestratissimo il cui "padrone" (sarebbe meglio dire compagno, e così farò d'ora in avanti) lo aveva addestrato a precederlo, in Montagna, di alcune centinaia di metri.

Compito specifico di Gautama era quello di avvistare i Finanzieri (non quelli del Lussemburgo... quelli con la divisa grigia, i membri della GdF insomma), non abbaiare al loro indirizzo e tornare invece come un fulmine dal suo compagno bipede, onde avvisarlo della presenza delle giacche grigie. Già, perché il compagno di Gautama faceva lo spallone, cioè il contrabbandiere di sigarette, tra la Svizzera ed una delle bellissime Vallate della bellissima Valle d'Aosta: quindi finire nell'abbraccio, poco benevolo, delle guardie non era esattamente il massimo del piacere, per il bipede.

Quale fosse il nome del bipede non è dato sapere, secondo le cronache del tempo: alcuni documenti parlano di un certo Rénon... Altri sostengono che il nome fosse Dalì... Ma a noi piace pensare che gli amici lo chiamassero Zio Vania, per il suo inossidabile amore verso la Santa Madre Russia. Insieme alle stecche di "bionde", Zio Vania trasportava nella gerla anche svariati scritti di un certo Bronstein, più noto come Trotzskij, uno che di neve e colpi di mano ne sapeva parecchio. Quindi Zio Vania, in buona sostanza, contrabbandava tabacco e rivoluzione... E direi che trattasi di un binomio assolutamente pregevole.

Ma come faceva Gautama ad avvisare Zio Vania di aver avvistato le giacche grigie? Semplice: si metteva nella tipica posizione di "punta" del cane da caccia, orientando il muso verso i finanzieri e al contempo facendo una triplice pipì, con tanto di zampa posteriore regolarmente alzata: a destra significava che i finanzieri erano pochi, a sinistra invece che erano molti. Così Zio Vania si regolava di conseguenza, cambiando la direzione di marcia.

Ovviamente la Finanza conosceva alla perfezione l'attività dei due, Gautama e Vania, ma non poteva fare nulla di più che sperare di sorprenderli in flagranza di reato... Insomma era un gioco a guardie e ladri, che durava da anni, anzi da secoli, anche se con protagonisti ovviamente diversi.

Perché da sempre esistono i confini tra gli Stati e da sempre esiste il contrabbando, così come da sempre esistono le Montagne. Ma i confini tentano (spesso inutilmente) di dividere le persone, mentre le Montagne le uniscono. Sì, le Montagne uniscono le persone in un unico stile di vita: sui due versanti della stessa Montagna, le persone vivono nello stesso identico modo. Si scaldano con la legna, raccolgono il fieno, devono guardarsi dal freddo e dalle valanghe, intagliano il legno o la pietra ollare, usano i pick-up non per sport ma per caricarci sopra attrezzi agricoli e casse di patate, balle di fieno e motozappe, viveri da portare in alpeggio e così via.

Quando l'umanità capirà l'inutilità dei confini e delle controversie ad essi legati, sarà un giorno importante e felice... Speriamo di vederlo.

Ma che fine han fatto Gautama e Zio Vania? Di preciso non si sa...

... Qualcuno dice che un brutto giorno siano stati arrestati dalla Finanza, che li avrebbe messi in guardina per poi buttare via la chiave... Altri dicono che rimasero sepolti sotto una valanga... Chissà.

Ma ancora oggi, nella bellissima Vallata, durante le notti di luna piena è possibile vedere due ombre, quella di un cane e quella di un vecchio spallone, aggirarsi leggere tra gli abeti e le nuvole...

Dasvidania!

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