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Conclusi (per adesso) i lavori del Tavolo permanente sui Doposcuola in Valle d’Aosta

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Terminato il ciclo di cinque incontri del gruppo di lavoro: è stata prodotta la bozza finale del documento che costituirà in futuro le linee guida per i doposcuola valdostani. Il mio contributo.

VENERDÌ 4 marzo si è tenuto, presso la Cittadella dei Giovani, il quinto e ultimo incontro dei partecipanti al Tavolo permanente sui Doposcuola in Valle d’Aosta, di cui vi ho parlato in questo articolo. A dire la verità, si è trattato di un ultimo incontro “per finta”: se è vero infatti che i lavori del Tavolo erano stati suddivisi appunto in cinque giornate — il primo venerdì di ogni mese da novembre a marzo, tre in presenza e due online sulla piattaforma Zoom —, è altrettanto vero che saranno sicuramente necessari e sono già in progetto ulteriori incontri.

Lo scopo principale di questa iniziativa, lo ricordo, era di mettere in comune le varie esperienze di doposcuola presenti sul territorio regionale, individuare un “terreno comune” su cui progettare e operare da qui in avanti, e produrre un documento condiviso che costituisca, per il futuro, un corpo di linee guida cui uniformare le diverse realtà di doposcuola.

Dopo cinque sessioni di lavoro davvero partecipate, dove sono state messe in gioco competenze, esperienze, idee e, soprattutto, tanta passione, il documento ha preso vita. Si tratta per adesso ancora di una bozza, seppure pressoché definitiva, che dovrà essere ulteriormente rivista, eventualmente integrata e modificata, dotata di una veste grafica opportuna. Ma posso dire che le linee guida per i doposcuola in Valle d’Aosta sono realtà!

Ad esse, ho fornito il mio contributo, che credo importante. Senza anticipare alcunché rispetto al testo del documento — anche perché non potrei: essendo ancora in bozza, si tratta di un documento di lavoro che non si può diffondere, neppure in parte —, vi dico che ho proposto e ottenuto l’inserimento, in un capitolo dedicato all’inclusività dei doposcuola, di un paragrafo specificamente dedicato ai bambini e ai ragazzi con bisogni educativi speciali e disturbi dell’apprendimento.

Sono infatti convinto — e su questo ho incontrato il consenso dell’intero Tavolo — che per partecipare pienamente a un’esperienza di doposcuola i bambini e i ragazzi con BES o DSA debbano potervi trovare le medesime attenzioni già loro riservate dalla scuola. Dunque, non solo la possibilità di usare i propri strumenti compensativi nello svolgimento dei compiti e nello studio, ma anche l’opportunità che nei doposcuola lavorino educatori e assistenti allo studio adeguatamente formati in materia di disturbi dell’apprendimento e difficoltà in generale. Operatori che siano quindi in grado di aiutare nei compiti, con competenza specifica, anche gli studenti che usano computer, mappe, libri digitali e quant’altro.

Non solo: al doposcuola — su questo siamo stati tutti d’accordo — non si fanno solo compiti e non si studia soltanto, ma si praticano tante altre attività e, soprattutto, si vive un’esperienza di socialità insieme ad altri bambini e ragazzi; perciò, è opportuno porre attenzione a come certi bisogni educativi speciali o, ancor più, una certa diagnosi possano influire sullo svolgimento delle attività e sugli stessi rapporti interpersonali. Solo così, sono convinto, un doposcuola potrà essere davvero inclusivo.

Vi aggiornerò circa le prossime tappe di sviluppo delle linee guida e gli eventi che sono già allo studio per presentarle al pubblico e alle istituzioni. Continuate a seguirmi!


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