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Zona Rossa: per molti, ma non per tutti

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Siamo tutti stanchi, perché è da oltre un anno che andiamo avanti così.
Che le nostre vite sono diverse, limitate, bloccate, imprigionate dentro le quattro mura di casa e del lavoro e poco più.
Che non possiamo più concederci svaghi, pranzi al ristorante o cene in pizzeria, palestra, piscina, amici a casa, caffè al bar, viaggi e gite, visite ai parenti.
Che i nostri ragazzi sono sballottati tra scuola e casa, tra aula e computer, tra DAD e DDI, senza amici né sport né giri in via né shopping né casino insieme.
Siamo tutti stanchi.

Ma proprio per questo dobbiamo convincerci, una volta per tutte, che non possiamo permetterci di fare quello che cavolo vogliamo, sempre e comunque, come se nulla fosse.
Che dobbiamo rispettarle, queste benedette regole.
Che non ne usciremo più, se:
– continuiamo ad andare a trovare amici e parenti a casa
– continuiamo a riempire i parchi come le spiagge ad agosto
– continuiamo a giocare a pallone o a basket nei campetti, in tanti e senza mascherine
– continuiamo a passeggiare in gruppo dove vogliamo
– soprattutto, continuiamo a dire che «tanto lo fanno tutti, dunque lo faccio anche io».

Dobbiamo fare appello alla nostra pazienza e al nostro buon senso, se no non ne usciremo più.
E se pazienza e buon senso li abbiamo ormai persi, allora è davvero il momento che le Forze dell’ordine facciano il loro lavoro con serietà e rigore. Che non facciano finta di niente quando passano davanti ai parchi e ai campetti, nelle vie e nelle piazze.
Chi non rispetta le regole, specie quando sono date per il bene comune, deve essere punito. E chi le rispetta, deve essere sicuro di non farlo invano.

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