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Quale computer è il più adatto per i ragazzi con DSA?

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L’informatica in aiuto ai disturbi dell’apprendimento
1ª puntata

Quando si acquista un nuovo computer per un ragazzo con disturbi specifici dell’apprendimento, su quali modelli è meglio orientare la scelta? Ecco la risposta alla domanda di molti genitori.

L’inizio di un nuovo anno scolastico rappresenta spesso per i genitori l’occasione di acquistare un nuovo computer per il proprio figlio con diagnosi di disturbi specifici dell’apprendimento, specie se ha ottenuto da poco la certificazione o se sta passando da un ciclo a un altro, tipicamente dalla scuola primaria alla secondaria di primo grado.

Complice la necessità di attrezzarsi al meglio per la didattica a distanza che ha impegnato gli alunni durante il lockdown, che impegna tuttora i giovani delle superiori e che — non lo speriamo, ma non possiamo escluderlo… — potrebbe ancora impegnare tutti, e complice il fatto che il Natale è vicino e porta con sé l’occasione per un regalo utile, è proprio il mese di ottobre quello in cui si tende a procedere con un tale acquisto.

Tutti gli anni, di questi tempi, genitori già miei clienti oppure che mi contattano per la prima volta mi pongono la medesima domanda: «Qual è il computer migliore per mio figlio? Che caratteristiche deve avere?». Come ho già fatto e faccio normalmente all’inizio dei miei corsi sugli strumenti compensativi informatici, quindi, cercherò in questo articolo di fornire una risposta, inaugurando così una nuova rassegna dedicata all’informatica in aiuto ai disturbi dell’apprendimento.

Le caratteristiche più importanti

Faccio subito una premessa: il computer davvero ideale per un ragazzo con DSA sarebbe un computer fisso («desktop» nel gergo informatico). Di tutti i vantaggi che offre, ne cito due: la possibilità di abbinargli uno schermo a scelta (dunque anche uno grande) e la possibilità di aggiornarne l’hardware con il passare del tempo.

Fatta la premessa, la cancello immediatamente! Poiché, infatti, un alunno con DSA deve poter usare il computer anche a scuola, la scelta ricade necessariamente su un dispositivo portatile, ed è solo di questi che parlerò qui.

Qualunque moderno computer portatile funziona senza problemi con i software compensativi.

Oggi, qualunque computer portatile, anche non di ultimo grido, può funzionare senza problemi con tutti i software utili a compensare i disturbi dell’apprendimento. Per questo, il primo consiglio che voglio dare è che non è necessario spendere una fortuna nell’acquisto di un nuovo computer. Questo è tanto più vero per un bambino di scuola primaria, il quale, tipicamente, si sta avvicinando all’uso del computer come strumento compensativo e — a meno di disturbi particolarmente gravi — a scuola non lo utilizza più di tanto. Diverso il discorso per un ragazzo delle superiori, per il quale il computer potrebbe essere quello definitivo, che userà davvero per tanti anni. Ma, anche in questo caso, non esagerate!

La marca non è assolutamente importante: la tecnologia è sempre la medesima e le marche possono semmai costituire un discrimine rispetto all’assistenza o alla qualità generale del computer, non certo al suo funzionamento. Le caratteristiche generali fondamentali sono invece le seguenti.

Cinque caratteristiche fondamentali da considerare al momento dell’acquisto.

  • Piccolo, ma non troppo: un portatile con schermo tra 12 e 13 pollici è l’ideale per lavorare bene su tutte le applicazioni di uso quotidiano, comprese le mappe se la qualità dello schermo e la risoluzione sono buone. In più, un computer di tali dimensioni ha il vantaggio di consumare meno batteria e di poter essere trasportato comodamente nello zaino di scuola: se fosse più grande, non si potrebbe fare a meno di un’apposita borsa.
  • Leggero, ma non fragile: un portatile in metallo, oltre che esteticamente più bello, è sicuramente più robusto di uno tutto in plastica, ma pesa molto di più; per contro, un “plasticone” leggerissimo potrebbe spaccarsi al primo colpetto. Scegliete un giusto compromesso!
  • Buona autonomia della batteria: quando leggete o chiedete al commesso le caratteristiche del computer, cercate di conoscere l’autonomia della batteria. Il computer dovrà resistere acceso almeno per i sei moduli della mattinata a scuola e non sempre — anzi, per la legge di Murphy dell’alunno con DSA, quasi mai! — il banco è vicino a una presa di corrente.
  • Una memoria SD è meglio di un hard disk: praticamente tutti i portatili di nuova generazione la montano, ma è meglio verificare. Le memorie SD (solid disk) sono come delle schede di memoria, più grandi, collocate direttamente nel computer al posto del vecchio hard disk: a differenza di quest’ultimo, non hanno parti meccaniche in movimento, quindi non fanno rumore, non scaldano, sono decisamente più veloci e consumano molto meno la batteria. Per contro, sono generalmente meno capienti: una da 64 GB, tuttavia, è più che sufficiente per i nostri scopi.
  • Non meno di 4 GB di memoria RAM: la memoria RAM è quella che consente il corretto funzionamento del sistema operativo e di più programmi in contemporanea. Più ce n’è, più il computer è veloce e meno soggetto a blocchi e rallentamenti. Ormai tutti ne hanno almeno 4 GB, 8 sono certo meglio.
  • Accessori: considerato l’uso che un alunno con DSA fa del computer, è opportuno acquistare fin da subito alcuni accessori: un mouse esterno, con filo oppure wireless (realizzare presentazioni e mappe con il touchpad è frustrante!); delle cuffie per ascoltare l’audio anche in classe senza disturbare; una chiavetta USB capiente, almeno da 32 GB, dove salvare i libri digitali e copie di sicurezza dei lavori più importanti.

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Portatile “puro” o «2 in 1»?

I portatili tradizionali sono i migliori in quanto a robustezza e praticità.

Passando a considerare le varie tipologie dei dispositivi portatili, parlando di notebook oggi sono piuttosto diffusi i cosiddetti «2-in-1»: si tratta di portatili con sistema operativo Windows, la cui tastiera si può staccare così da trasformarsi in tablet piuttosto grandi.

Per esperienza personale, sconsiglio questi dispositivi, in favore dei più tradizionali portatili “puri”: il motivo principale è che i 2-in-1 sono molto più delicati, il meccanismo di sgancio dello schermo tende a rovinarsi facilmente con la conseguenza che, dopo qualche tempo, la tastiera non trasmette più correttamente il segnale. Si tratta sicuramente di ottimi prodotti per il lavoro, ma forse non per i ragazzini che devono usarli a scuola.

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Il tablet

Spesso si pensa che un tablet, per le sue ridotte dimensioni, il peso contenuto e l’elevata autonomia della batteria, sia lo strumento ideale da usare tanto a casa quanto a scuola. Ma non è così, essenzialmente per due motivi.

In primo luogo, il fatto che vi si possa lavorare solo toccando lo schermo rappresenta una forte limitazione per applicazioni molto usate in ambito scolastico, come le presentazioni e la produzione di mappe concettuali e mentali. Il dito non sarà mai preciso come un mouse e presto si tenderà a lasciare da parte questo strumento.

Per i tablet non esistono app efficaci come i software compensativi per Windows.

In secondo luogo — ed è il motivo più importante —, non esistono ancora per i tablet app che rappresentino una valida alternativa ai software compensativi per Windows, con la conseguenza di non riuscire a lavorare in maniera efficace e soprattutto veloce.

A mio parere, il tablet è molto più indicato per studenti della scuola secondaria di secondo grado, che possono servirsene durante le lezioni per prendere appunti, realizzare semplici schemi, seguire le spiegazioni sui libri digitali. Oltre che, ovviamente, per leggere la posta, consultare il registro elettronico, seguire le videolezioni su Meet.

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Chromebook: assolutamente da evitare!

Nato già diversi anni fa e mai diventato un vero successo commerciale, il Chromebook è un portatile — venduto con marchi diversi — equipaggiato con il sistema operativo ChromeOS, proprietario di Google. La didattica a distanza e la necessità di avere a disposizione un computer semplice, veloce, sempre connesso e nativamente dotato delle Google Apps ne ha fatto aumentare le vendite proprio durante il 2020.

Buon prodotto per lo smart working e la scuola in generale, non è adeguato agli studenti con DSA.

Non nego in alcun modo la praticità che questo tipo di computer possa offrire a chi lavora in smart working, ma anche agli studenti che lo usano a scuola. Ormai da alcuni anni, oltretutto, la regione Valle d’Aosta lo assegna in comodato d’uso a tutti gli alunni delle scuole, i quali si ritrovano quindi uno strumento di lavoro facile da usare ancorché molto basico, senza doverne acquistare uno.

Tuttavia, il Chromebook non è assolutamente adeguato agli alunni con DSA, in quanto presenta forti limitazioni all’uso quotidiano che questi ragazzi devono farne, soprattutto perché il sistema operativo di Google non consente di installare i software compensativi che sono i più adeguati per i disturbi dell’apprendimento. Non mi dilungo e rimando i miei lettori a questo articolo, dove ho spiegato nel dettaglio tutte le ragioni tecniche e pratiche per le quali i ragazzi con DSA non dovrebbero usare questo tipo di portatile.

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In conclusione, quindi, ritengo che, oggi, il miglior computer per gli alunni con disturbi dell’apprendimento sia un portatile tradizionale, con il sistema operativo Windows e con le caratteristiche che ho illustrato in questo articolo.

Nelle prossime puntate di questa rassegna prenderò in esame di volta in volta i software compensativi più adeguati al lavoro quotidiano dei soggetti con DSA. Continuate a seguirmi!

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