
Ad Asti esiste una cosa di cui non avevo mai sentito parlare fino allo scorso gennaio. Si chiama «URCA», che significa Unione Ragazzi Chierichetti Astigiani, ed è un gruppo che raccoglie, appunto, tutti i chierichetti della diocesi. «Tutti» ovviamente è una parola grossa, in quanto sono pochissime, in realtà, le parrocchie con una tradizione radicata di chierichetti, che quindi mandano i loro ministranti alle attività di questo gruppo.
L’URCA è composta quindi da un centinaio tra bambini e ragazzi dai 7 ai 14 anni e anche alcuni più vecchi, che in parrocchia danno una mano nei ruoli più svariati; si riunisce tre-quattro volte l’anno per svolgere attività di catechesi, riflessione, preghiera e gioco su temi che variano ogni anno; e poi in inverno vive un campetto di tre giorni, e uno in estate di cinque. Il percorso per i chierichetti è inserito nella pastorale giovanile della diocesi, ma di fatto costituisce una realtà indipendente. Ne è responsabile Don Claudio Sganga, cappellano dell’ospedale, con il quale collabora una “squadra” di animatori nutrita e variegata: giovani e meno giovani, laici e religiosi, delle più diverse provenienze ma tutti animati da un solo intento, quello di offrire ai chierichetti un’esperienza di cammino ricca e profonda, pur se divertente e avventurosa.
Che cosa c’entro io?
Avrebbe mai potuto mancare uno psicologo dello sviluppo in mezzo a un cotanto gruppo di bambini e ragazzi?
Sì, avrebbe potuto…
Però lo hanno voluto! E così lo scorso gennaio ho incontrato URCA sul mio cammino, andando al campo invernale per un giorno a gestire gruppi di lavoro sul tema dell’affettività e dell’amore; poi durante l’anno ho tenuto un paio di altre occasioni di incontro, con i giovani delle superiori e con i ragazzi delle medie. Questa cosa mi è piaciuta, perché mi permette di coniugare l’attività professionale (in questo caso volontaria, ma sempre professionale) con un cammino spirituale dentro il quale, come catechista, sono stato immerso per anni. E allora, è stato quasi naturale che io abbia deciso di entrare a pieno titolo nella Commissione chierichetti, unendo la figura di psicologo a quella (che peraltro non mi è sconosciuta…) di animatore.
Dunque ho partecipato al campo estivo a Cesana, dal 25 al 29 agosto. Un campo da favola, al quale hanno preso parte 36 tra bambini e ragazzi, una dozzina di giovani come gruppo di servizio, e altrettanti tra animatori, cuochi e collaboratori a vario titolo. Un campo in piena regola, di quelli ai quali io sono abituato da sempre: giochi e gare tra squadre, lavori di gruppo per età, escursioni e passeggiate, cerchi serali con giochi, canti, danze, bans e scenette; il tutto, unito a momenti di preghiera e riflessione sul tema della bellezza (il titolo del campo era appunto «Cercatori di bellezza»), da quella delle cose a quella del creato, da quella dell’uomo a quella di Dio come punto di arrivo.
Cinque giorni intensi e arricchenti, culminati domenica con la giornata dei genitori e la Messa presieduta dal Vescovo. Cinque giorni pieni anche di affetto e relazioni nuove, intessute momento dopo momento con questi bambini che di fatto conoscevo poco o per niente, con i giovani in servizio, con gli ormai colleghi animatori che ho avuto il piacere di conoscere e con i quali mi sono trovato veramente bene.
E va bè, ormai ci sono dentro… URCA, che avventura!
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