Sentirsi bambini, comportarsi come bambini,
è l'arte commovente degli uomini maturi.

Hugo von Hofmannsthal

Prendete in mano la vostra vita e fatene un capolavoro.
Papa Giovanni Paolo II (Karol Wojtyla)

31 marzo 2012, 11.23 | Pubblicato da Giorgia Vogliolo in Senza categoria

ciao andre io domenica non ci sono ma voi fate un pellegrinaggio a pasqua???????????? Sai ke la mia prof è venuta alla tua conferenza stampa????????????? si kiama Anna Ferrero

Debian alla menta

13 febbraio 2012, 15.29 | Pubblicato da Andrea in Informatica e tecnologia

Il mio attuale desktop con Linux Mint Debian Edition

È risaputo che uso Linux ormai da parecchi anni. Ho avuto modo di provare diverse distribuzioni, ma poi mi sono affezionato a Ubuntu, che ho installato su tutti i miei computer e utilizzato senza più cambiare, se la memoria non mi inganna, dal 2005 a oggi. Con l’avvento della versione 11.04 e il passaggio al desktop manager Unity, però, anche io sono rimasto piuttosto sconcertato, come la gran parte degli utenti Ubuntu (ne sono prova i numerosi forum dedicati all’argomento); non mi piaceva, però, l’idea di rimanere con software non aggiornato soltanto per restare ancorato alla versione 10.10, che è l’ultima da me utilizzata. Allora, sono passato (o, meglio, tornato, visto che qualche anno fa avevo avuto modo di usarlo per parecchio tempo) a Kubuntu, nulla più di Ubuntu con il desktop KDE. Bella sì, ma per me – ormai abituato da anni al desktop Gnome – troppo appariscente e, se vogliamo, troppo simile a Windows.
Così, ho iniziato a interessarmi in modo un po’ più concreto alla distribuzione Linux Mint, della quale avevo letto ma mai approfondito; soprattutto, volevo capire quali differenze avesse rispetto a Ubuntu e perché da tempo sia ancorata alle prime posizioni della classifica delle distro più utilizzate. Ho dunque scoperto che, oltre alla versione derivata da Ubuntu – giunta ora alla release 12 -, Mint ha realizzato una versione direttamente derivata da Debian, chiamata LMDE, Linux Mint Debian Edition.
L’anno scorso avevo senza troppa fortuna tentato di migrare da Ubuntu a Debian, come a dire un passaggio dalla derivata al suo genitore puro; senza troppa fortuna, dicevo, perché la versione stabile (6.0 Squeeze) non mi consentiva di installare software che uso spesso ma che è troppo recente, e la versione testing (Wheeze) mi dava problemi con i driver per la mia scheda grafica Nvidia. Inevitabile, quindi, che mi sia interessato parecchio a questa LMDE, che viene presentata come una Debian testing in tutto e per tutto, ma migliorata in quanto a usabilità e più semplice da configurare. Detto fatto, l’ho provata in VirtualBox prima, su una partizione dedicata del mio hard disk poi. SPETTACOLO!! Funziona bene, è stabile e reattiva, è sempre aggiornata (una «rolling release» proprio perché basata sul ramo Testing di Debian), offre un desktop (Gnome classico, come piace a me) semplice ed esteticamente bello, infine è Debian con il “vestito” di Mint e non tutt’altra distribuzione come Ubuntu.
Morale, adesso su tutti i miei computer c’è una Debian alla menta: veramente una bella scoperta!

2012: l’anno del cambiamento

9 febbraio 2012, 15.05 | Pubblicato da Andrea in La mia vita

Il mio anno nuovo è incominciato come sempre in compagnia di amici, tanti e veri, con buon cibo e molta allegria; tutti elementi sempre più difficili da trovare, ultimamente. Dunque mi ritengo fortunato, proprio perché non è scontato – ed è anzi un grande dono – iniziare bene, così, un nuovo anno.
Motivo in più per sentirmi fortunato è il fatto che, in questo nuovo anno, sto per trasferirmi nella mia nuova casa (sì, è vero, non ci sono ancora andato, ma ormai manca veramente poco!). Come ho già scritto in un articolo precedente, si tratta di una transizione ecologica piuttosto importante; cioè, detto più semplicemente, di un cambiamento di tutto rispetto nella mia vita. Trasformarsi da “fruitore” a responsabile di una casa, da colui che mangia volentieri ciò che trova a tavola a colui che cucina altrimenti non mangia, da colui che vede le bollette a colui che le paga: sono cambiamenti forse banali per i più, ma che certamente ciascuno dei più ricorda come parte non certo facile della propria vita.
E poi il 2012 è l’anno in cui il dottorato di ricerca – entrato ora in regime di «proroga» – dovrà volgere al termine: rimane da analizzare la mole di dati raccolti nelle scuole durante lo scorso anno; rimane da ordinare l’analisi secondo un filo logico che conduca a conclusioni scientificamente apprezzabili; rimane da scrivere una tesi che metta insieme premesse, letteratura, ricerca, conclusioni, il lavoro di tre anni passati tra Dipartimento e scuole. Alla fine, il titolo di Dottore di ricerca, poco spendibile forse nel mercato del lavoro al quale io aspiro, ma certo protagonista di un altro cambiamento personale non da poco.
Infine la professione: la richiesta che aumenta, le aspettative giustamente maggiori nei miei confronti, le nuove sfide da affrontare, i nuovi progetti ai quali mi sono avvicinato, il nuovo studio. Anche in questo campo il cambiamento è profondo, importante.
2012: l’anno del cambiamento. Vorrei augurare a me stesso non tanto di viverlo bene, quanto piuttosto di riuscire a donarne a chi mi circonda gli effetti positivi: gli studi e l’esperienza mi hanno insegnato che ogni persona che cambia influenza tutte quelle che le stanno intorno, e questo farò sicuramente anche io. Se in positivo o meno, dipenderà solo da me; ma, anche in questo, prometto di fare del mio meglio… ;-)

Progetto «Genitori in lutto»

1 febbraio 2012, 16.25 | Pubblicato da Andrea in Professione Psicologo

Il ruolo dei genitori è quello di proteggere il proprio figlio. La morte di un figlio, quindi, è un evento devastante e il tempo per prepararsi a quella perdita non è mai abbastanza. Ciò che rimane dopo non è un semplice lutto: è angoscia. Il dolore pervade, ti annienta, subentrano collera, rabbia, sensi di colpa, frustrazione. Nasce quindi il gruppo di mutuo-aiuto «AGILI». L’obiettivo di questo gruppo è quello di avere uno spazio (non solo virtuale) e un luogo in cui condividere e confrontarsi nelle esigenze che questa nuova, diversa vita porta con sé. Perchè il lutto non guarisce ma decanta. Grazie alla generosità di molti amici e persone, abbiamo raccolto fondi che ci hanno permesso di poter essere attivi dal mese di gennaio 2012. Il gruppo si ritrova ogni due settimane nei locali del Centro Olistico L’Airone, sito ad Asti, in Via Duca d’Aosta 13. Per informazioni, telefonare al numero 3406233287 e chiedere di Sabrina.
Nato dalla spontanea iniziativa di due famiglie colpite dalla perdita dei rispettivi figli nel 2011, il gruppo si avvale della collaborazione di tre professionisti: la dott.ssa Patrizia Garofano, psicologa specializzanda in Terapia Strategica, che lo conduce e ne media le dinamiche interne; la dott.ssa Paola Gianuzzi, psicologa e psicoterapeuta, in qualità di responsabile del progetto; e io, che offrirò la mia competenza di psicologo dell’emergenza a chi si rivolgesse al gruppo nei primi momenti successivi alla perdita di un figlio, nonché di psicologo dello sviluppo per la gestione del lutto con gli eventuali altri figli minori presenti in famiglia.
Venerdì 3 gennaio alle ore 21, presso il Centro Culturale San Secondo ad Asti, ci sarà una conferenza di presentazione del progetto, alla quale chiunque potrà assistere liberamente: esserci sarà un modo per capire meglio motivazioni e potenzialità di una risorsa sul territorio astigiano nuova e sicuramente utile.

Scarica la locandina della conferenza

Causa neve e gelo, la conferenza è rimandata a data da destinarsi.

La conferenza si terrà venerdì 24 febbraio, alle ore 21.

Siamo andati dal Papa!

22 gennaio 2012, 22.33 | Pubblicato da Andrea in La mia vita

Il pellegrinaggio a Roma dei chierichetti dell’URCA

Foto di gruppo con il Vescovo e cardinal Sodano nei Giardini Vaticani

Nella nebbia arancione per i lampioni di piazza Nostra Signora di Lourdes c’erano parecchie auto e due autobus alle 6 di mattina di martedì 3 gennaio. Tanti, tantissimi ragazzini sciamavano frettolosi dalle une agli altri, trasportando bagagli e sorrisi, tra i saluti un po’ apprensivi dei genitori che, in fondo invidiosi, auguravano buon viaggio a quei visi assonnati ma felici che, già confusi al di là dei finestrini tra gli amici di sempre, partivano alla volta di Roma.
Così è iniziata l’avventura del pellegrinaggio dei ministranti della nostra diocesi, voluto e organizzato, dopo sette anni dal precedente, da don Claudio Sganga e dai suoi collaboratori dell’URCA (Unione Ragazzi Chierichetti Astigiani) in tre mesi di capillare progettazione delle attività e di ogni dettaglio logistico. I numeri erano quelli dei grandi eventi: settantasette bambini e ragazzi da 6 a 14 anni, tutti chierichetti nelle rispettive, tante parrocchie di provenienza; dodici giovani under 20 a fornire aiuto nel Gruppo di Servizio; venticinque adulti, tra cui don Claudio e don Mario Banaudi, quattro religiose, animatori e catechisti. Negli occhi la strada che scorreva veloce, nel cuore l’emozione di un’occasione veramente speciale.

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Transizioni ecologiche

15 novembre 2011, 14.10 | Pubblicato da Andrea in La mia vita

Il noto studioso Urie Bronfenbrenner definisce «transizioni ecologiche» i grandi cambiamenti nella vita di una persona: «Si verifica una transizione ecologica ogniqualvolta la posizione di un individuo nell’ambiente ecologico si modifica in seguito ad un cambiamento di ruolo, situazione ambientale o di entrambi» (1). Dunque transizioni ecologiche sono l’ingresso nella scuola, il matrimonio, l’inizio di un’attività lavorativa, una promozione, un trasferimento e così via.
Allora, io sto vivendo una transizione ecologica, certo una delle più importanti della mia vita: ho comprato casa!
Venerdì scorso, davanti a un notaio, ho stipulato l’atto di acquisto di quello che adesso è il mio appartamento; il momento più emozionante è stato sicuramente quello in cui il precedente proprietario mi ha messo in mano una bustina contenente le chiavi di casa, le chiavi di casa mia! Adesso sono entrato nella fase-panico-organizzativa: fornitori preventivi muratore cataloghi-da-sfogliare mobili-da-scegliere decoratore elettricista sopralluoghi telefonate viaggi contratti volture utenze condominio amministratore appuntamenti lavori-da-fare… Chi ha messo su casa sa che cosa voglia dire; io lo sto imparando. E mi piace, e ne sono contento, perché è casa mia!
Questa è quindi la mia attuale transizione ecologica. Cambia la mia situazione ambientale, perché si modificano la mia residenza, il mio luogo di lavoro, il mio contesto principale di vita; ma cambia anche il mio ruolo, da figlio convivente con i genitori a famiglia unipersonale (già, in base alla legge anche uno che vive da solo è una famiglia, io sarò una famiglia!). Forse ben più profonda, come transizione, di quelle che l’hanno preceduta negli ultimi tempi (la laurea, l’abilitazione alla professione, l’inizio di questa); se non altro, una transizione che mi cambierà sicuramente, e tanto anche!

Per i più curiosi: ho inserito nella sezione delle foto un nuovo album, chiamato appunto «Casa mia», dove pubblicherò immagini del mio appartamento; al momento, potete trovare le foto di come è adesso, nel giorno in cui (ieri mattina) vi ho messo piede per la prima volta da proprietario.

(1) Bronfenbrenner U. (1979), The Ecology of Human Development. Experiments by Nature and Design, Cambridge, Harvard University Press; tr. it. Ecologia dello sviluppo umano, Bologna, Mulino, 1986.

Quasi in duecento al Mandato dei chierichetti

25 ottobre 2011, 10.08 | Pubblicato da Andrea in Fatti & Avvenimenti

Foto di gruppo al termine della Messa

Quest’anno per la giornata del Mandato ai chierichetti, che si è svolta sabato 22 ottobre, abbiamo voluto scegliere un’occasione speciale e un luogo significativo. L’occasione era quella della prima festa liturgica del beato Giovanni Paolo II, il luogo la bellissima chiesa di San Pietro in frazione Villa di Isola d’Asti, che lo stesso Wojtyla aveva visitato e che ricorda il “papa dei giovani” con una statua inaugurata, alla presenza del nostro Vescovo, pochissimo tempo fa. La festa costituiva, per noi dell’Unione Ragazzi Chierichetti Astigiani, la prosecuzione di un cammino con Giovanni Paolo II iniziato al campo estivo, dove ai bambini e ai ragazzi avevamo trasmesso il suo invito a «non avere paura» di seguire Cristo nonostante le difficoltà che questo comporta; inevitabile, quindi, riprendere il discorso in questa occasione.
Nonostante la situazione fosse veramente “ghiotta”, sapevamo bene che si trattava un po’ di una sfida: tradizionalmente il Mandato si svolge in Cattedrale, centro – non solo fisico – della diocesi, mentre questa volta stavamo chiedendo ai chierichetti e alle loro famiglie di spostarsi, di uscire dalla città, di raggiungere una località non proprio nota a tutti, specie a chi proviene da posti lontani; in più, il tempo non era certo dei migliori, nuvoloso e un poco freddo. Eppure, a Isola Villa sabato sono arrivati quasi in duecento, da tantissime parrocchie: intere famiglie, sacerdoti, animatori, catechisti; molti i nuovi che per la prima volta partecipavano a un evento per i chierichetti, molti i responsabili che hanno voluto iniziare con il Mandato un percorso per i loro ministranti. Dopo un momento iniziale di accoglienza e animazione con musica e danze, bambini e ragazzi sono stati divisi in dodici squadre e hanno visitato sei stand ciascuna. In ogni stand, un animatore dell’URCA proponeva un gioco e presentava un gesto particolare che Giovanni Paolo II aveva compiuto durante gli anni del pontificato, spiegandone il significato e stimolando i piccoli a condividere le loro impressioni sul gesto stesso e, implicitamente, sul personaggio del beato Wojtyla. All’ultima postazione i bambini hanno anche trovato una buona merenda, proprio quello che ci voleva dopo tanto correre, giocare, ascoltare.
Alle 18 in punto il popolo dei duecento, indossate le vesti da ministranti, era pronto in chiesa per la Santa Messa, animata da un complessino completo di chitarre, basso e batteria. Padre Francesco, come sempre contento di trovarsi in mezzo a così tanti bambini e ragazzi, ha ricordato che nel 2005 proprio i chierichetti della nostra diocesi, insieme a lui, erano andati in udienza dall’allora papa Giovanni Paolo II e avevano avuto l’occasione di stargli accanto, da lui espressamente chiamati. Il momento culmine della celebrazione è stato ovviamente la cerimonia del Mandato, dove i ministranti hanno risposto personalmente alla chiamata del Vescovo e promesso di impegnarsi a servire la propria comunità e, quindi, Cristo con impegno e costanza, a sottolineare il fatto che quello del chierichetto non è un gioco ma un servizio, anzi un vero e proprio ministero, e come tale – e qui l’invito a sacerdoti e animatori – richiede consapevolezza e una preparazione non lasciata al caso.
A Messa conclusa, ogni chierichetto ha ricevuto una spilla con il logo dell’URCA per l’anno 2011-12, simbolo di appartenenza a un gruppo che va ben oltre i confini delle singole parrocchie, ma anche dell’impegno assunto in una giornata che, con il divertimento e l’amicizia, ha scritto un’altra pagina della già ricca storia della pastorale per i ragazzi della nostra diocesi. Un doveroso ringraziamento va a tutti quanti si sono prodigati per la buona riuscita di questa giornata, in special modo il Comune di Isola d’Asti, che ha messo a disposizione gli uomini della Protezione Civile per il servizio d’ordine e un’ambulanza della Croce Rossa per l’assistenza sanitaria.
Due gli appuntamenti da segnare in agenda: il 27 novembre il primo “minicampo” dell’URCA del nuovo anno, presso la Casa Madre Mazzarello ad Asti; poi, dal 3 al 5 gennaio, di nuovo in pellegrinaggio a Roma, dove avremo la possibilità di partecipare all’udienza del papa attuale.

(Pubblicato anche su Gazzetta d’Asti del 28 ottobre 2011.)

Nell’album delle foto dell’URCA ci sono tutte quelle del Mandato: correte a vederle!

Chierichetti: è tempo di Mandato!

17 ottobre 2011, 11.05 | Pubblicato da Andrea in Fatti & Avvenimenti

VolantinoChierichetti, pronti via! È tempo di rispolverare l’abito bianco o rosso, è tempo di tornare all’altare per un nuovo anno di servizio: qualcuno alla sua prima volta, qualcuno con anni di campanello e ampolline alle spalle… Quindi, è tempo di Mandato. L’importante appuntamento per i ministranti di tutte le parrocchie della nostra diocesi è per sabato 22 ottobre, a Isola Villa, alle ore 15. Abbiamo scelto quel giorno perché ricorrerà la prima festa liturgica di Giovanni Paolo II, grande esempio per tutti e personaggio chiave del campo estivo tenutosi al Colle di Nava lo scorso agosto.
Dopo un’accoglienza degna dell’occasione, i bambini e i ragazzi saranno coinvolti in giochi e attività sul benedetto Wojtyla, poi a tutti verrà offerta la merenda; il culmine della giornata sarà la Santa Messa, durante la quale il Vescovo assegnerà ai chierichetti il mandato a servire le rispettive comunità nell’anno 2011-12. La conclusione è prevista per le ore 19.
Aspettiamo dunque tutti i ministranti della diocesi con i loro sacerdoti e animatori. Per ogni informazione potete contattare i numeri 3405552509, 3394283992 oppure 3495673744.

(Pubblicato anche su Gazzetta d’Asti del 14 ottobre 2011.)

uomini e lupi

25 settembre 2011, 08.34 | Pubblicato da Raffaella Barisone in Senza categoria

Lungo il Vallone Neraissa

3 agosto 2011, 23.09 | Pubblicato da Andrea in Luoghi & Viaggi

Diario di un’escursione in solitaria

 
Partenza per l'escursioneLa “casa delle vacanze” a Vinadio la mia famiglia ce l’ha dal 1979. Per tantissimi anni io e mia sorella bambini vi abbiamo trascorso insieme ai nostri genitori praticamente tutti i tre mesi di vacanze estive, quelle invernali e quasi tutti i week-end dell’anno; poi i soggiorni si sono di molto diradati, tanto che negli ultimi anni ci torno solo occasionalmente. Nonostante tutti questi anni, ci sono posti di Vinadio che proprio non conosco, escursioni che non ho mai fatto (ancorché io ami camminare in montagna), sentieri che non ho mai calpestato.
Ieri ho deciso che questa mattina sarei andato a Neraissa. E questa mattina ci sono andato.

Il Vallone di Neraissa è una gola a ovest di Vinadio percorsa da una strada asfaltata che si inerpica per 4-5 chilometri, affrontando un dislivello di poco più di 700 metri (dai 910 del capoluogo ai 1614 del Rifugio Nebius, dove la strada termina). Vi si incontrano alcune piccole borgate, un tempo veri e propri paesi, frazioni di Vinadio, e ora poco più che agglomerati di case, abbandonati come è ormai realtà per questi luoghi di montagna, e meta ormai soltanto più di villeggianti perlopiù francesi, che vi trascorrono l’estate.

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